Parco della Luna: la necessità di riconoscersi per il futuro di Collemaggio e della città
di Alessandro Tettamanti*
Nel 2017 eravamo consapevoli e maturi per accettare una collaborazione con l’amministrazione per un progetto sull’area di Collemaggio che noi chiamammo “Parco della Luna”.
I 10 milioni che state utilizzando oggi sono stati ottenuti in base a una nostra idea progettuale che a grandi linee ricalcava l’esperienza che stavamo facendo con CaseMatte e le altre associazioni nell’ex Op, calando le idee e i ragionamenti che negli anni avevamo sviluppato insieme alla città nelle tante assemblee fatte sul tema.
Quel movimento che abbiamo creato nel dopo sisma, capace di coinvolgere un’intera città con le manifestazioni a Roma e le carriole, non solo è stato fondamentale per tenere in vita L’Aquila, proteggere la sua autonomia e la sua identità, ma ha anche portato benefici pratici alle amministrazioni che si sono susseguite negli anni, come il Parco della Luna appunto – che ha drenato verso L’Aquila 10milioni – e l’Ex Asilo che aprimmo e per cui il governo Berlusconi, tramite l’allora ministra Meloni, stanziò 2milioni di euro, caso quasi unico nella pubblica ricostruzione dovuto proprio all’attenzione che sullo stabile portò l’occupazione.
Asilo dove ora, grazie a noi che lo riaprimmo, è stato individuato come uno dei pochi spazi a disposizione per svolgere attività legate alla capitale della cultura, mentre al primo piano dovrebbe partire un progetto con altre realissime 300mila euro drenate sempre da chi prova a creare dei processi collettivi dal basso in questa città.
Risorse concrete, conquistate con coraggio e qualche sacrificio, da parte di un movimento che dal 2009 non si è posto in contrasto con le istituzioni, ma – che pur con un forte spirito critico – ha scelto la collaborazione per il bene della città.
Sarebbe allora opportuno che, dall’altra parte, si mostrasse il riconoscimento minimo che la collaborazione richiede. Seppure l’Amministrazione infatti è cambiata, le risorse sono sempre quelle e vengono giustamente utilizzate in continuità, non si capisce allora l’ostracismo con cui l’Amministrazione Biondi si pone verso queste realtà e questi progetti.
E’ vero, noi non siamo voti, non siamo voti per voi, non vi voteremo mai. Troppe volte ho sentito questo dalla vostre bocche quando ci siamo parlati nei corridoi “ma tanto voi non ci votate”. Il vostro pragmatismo, la mia ingenuità. Ma la democrazia non può essere ridotta a questo, non si fanno le cose solo per avere voti, non si accontenta solo il proprio elettorato, non si può non tenere conto anche della parte di città rappresentata dall’opposizione quando si governa.
Forse quella di oggi allora è un’occasione per parlarsi, magari un punto di partenza dopo anni di diffidenze e contrapposizioni ideologiche. Il tutto per il bene di questa città e del lavoro che abbiamo messo in campo per farla rialzare dopo il sisma del 2009. In tal senso qualche merito 3e32/caseMatte e tutto il movimento che comprendeva associazioni e comitati, ce l’hanno, dovete riconoscerlo.
Come? Creando un perimetro democratico sul tema in cui interloquire, attuare forme di partecipazione e collaborazione, informare, in una sola parola riconoscerci reciprocamente.
Quale idea delle istituzioni potrebbero portare con loro altrimenti i giovani e le giovani che oggi frequentano e fanno vivere CM, se davanti a loro trovano solo prepotenza e contrapposizione. L’antagonismo crea antagonismo, quando sarebbe possibile continuare le collaborazioni e i progetti con tutta la città, non solo con la parte che vi vota.
Il Parco della luna, credo lo sappiate, è un progetto che definimmo da subito socio-sanitario-culturale, in quanto vorrebbe integrare la vocazione sanitaria dell’area con gli elementi sociali e culturali che l’esperienza di CaseMatte ha portato nel segno dell’inversione del manicomio. Non più l’istituzione totale ma il suo esatto contrario: una cittadella solidale della creatività, in cui utenti e non, possano – in assenza di qualsivoglia stigma sociale – sentirsi protagonisti proponendo e partecipando ad attività in nome del benessere comunitario e della prevenzione al disagio psichico.
Qualcosa di fondamentale ai giorni nostri e che dobbiamo in particolare alle giovani generazioni, sempre più in difficoltà di fronte l’epoca nella quale viviamo, fatta di precarietà, lockdown, guerre ed algoritmi fuori controllo.
Progetti e attività che, adeguatamente seguite e agevolate dalle istituzioni, potrebbero dar vita a micro economie e lavoro, ma sopratutto all’espressione del talento e della soggettività di ognuno e ognuna.
Preme ricordare infine che la collaborazione che viene richiamata significherebbe anche finalmente assolvere da parte vostra alla sentenza del 2016, che ha assolto me e altri 11 persone dal reato di occupazione abusiva in concorso, in quanto fu dimostrato come l’allora direttore della Asl, Marzetti, ci consigliò l’utilizzo del fabbricato B6, quello appunto di CaseMatte.
Il giudice emanò tale sentenza richiamando le parti a sanare la situazione nell’area di Collemaggio e fu proprio da queste premesse che poté iniziare la collaborazione progettuale sul Parco della Luna. Premesse che però non trovarono adempimento con il cambio di amministrazione e che speriamo possano riprendere oggi tramite l’istituzione di un tavolo permanente su Collemaggio che garantisca trasparenza e partecipazione per il reale svolgimento progettuale del Parco della Luna. Sono note infatti le criticità dovute all’assorbimento economico totale della parte edilizia e legate all’accordo di programma tra Asl e Comune, secondo il quale gli edifici possono tornare alle Asl dopo la riqualifica, piuttosto che vincolare il futuro con un comodato d’uso frutto di evidentemente di una volontà politica che siamo qui oggi a richiedere all’Amministrazione.
Contestualmente l’esperienza ormai storica di CaseMatte deve poter trovare lo spazio per continuare ad esistere e, tra le altre cose, sviluppare le relazioni che garantiscano la permanenza di un soggetto comune che svolga il suo compito di controllo e proposta nella continuità storica che caratterizza il Parco della Luna.
Non solo. CaseMatte resta ad oggi in città il solo spazio dove un giovane o una giovane possano sentirsi protagonist3 e trovare qualcuno che accolga le loro proposte aiutandol3 a realizzarle. Perdere un luogo del genere sarebbe grave per L’Aquila, tanto più nell’anno della capitale delle cultura che dovrebbe chiamarsi piuttosto capitale delle culture, inclusa quindi anche quella più underground, accessibile, non ufficiale e vivace, presente in questa città proprio grazie anche a CaseMatte, come più volte riconosciuto da un partner importante di questa amministrazione ed eccellenza del settore cultuale, il Maxxi.
Un luogo di protagonismo anche politico e di autodeterminazione nel percorso formativo personale che deve essere tutelato e piuttosto che abbandonato dalle istituzioni come fatto finora, accompagnato e implementato dalle stesse.
Perché, nonostante le sollecitazione infatti, in questi anni il pubblico non ha fatto entrare a Collemaggio servizi e sportelli di prossimità che avrebbero intercettato direttamente nell’area i bisogni a cui si rivolgono e indirettamente aiutato CaseMatte a non essere a sua volta travolta dal disagio, mentre Daspo urbani e altre misure cacciavano le marginalità dal centro indirizzandole proprio nell’Ex OP?
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Una situazione difronte la quale l’esperienza di CaseMatte si è posta con la solita grande generosità, ma a cui non può rispondere chiaramente da sola. Qualcosa che continuerà anche con l’apertura di eventuali cantieri mentre sta per aprire una sede dell’alta formazione del GSSI proprio li’.
Ho la sensazione quindi, che la questione sociale che “Collemaggio”si porta dietro, continuerà al di là dell’inizio dei lavori e che quindi l’auspicata collaborazione che finora ho sollecitato, sarebbe tanto più auspicabile in quanto, se si vuole dare all’area l’indirizzo presente nel Parco della Luna, l’azione sociale in loco non può essere interrotta.
Ciò implica il mantenimento di una presenza anche durante il periodo dei possibili cantieri, dovuta anche allo statuto dell’area, che deve necessariamente essere integrata alla città e al suo governo, non potendo restare suolo di stretta competenza esclusiva della Asl e quindi, di fatto, extra territoriale, ossia senza neanche l’illuminazione pubblica, figuriamoci la legalità.
*Intervento al Consiglio Comunale straordinario sul Parco della Luna per il Comitato 3e32