Quando disertare il consiglio comunale diventa un’abitudine

Di Emanuele Amadio

Che Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, non sia un assiduo partecipante ai lavori dell’assise comunale è chiaro da tempo. Molto raramente, infatti, capita di vedere il primo cittadino sui banchi della Giunta durante le sedute del consiglio e, quelle poche volte che accade, la sua presenza non è mai duratura, ma si limita a poche decine di minuti. Nonostante tutto questo sia ormai ben noto a tutte e tutti, in particolare a chi la politica cittadina la segue quotidianamente, quello che è accaduto nelle ultime due settimane è ancor più grave e denota una sempre più evidente superficialità di Biondi, ormai totalmente distaccato dalla città che dovrebbe rappresentare. Negli ultimi due consigli comunali, infatti, si sono discussi due ordini del giorno di fondamentale importanza per il territorio: il primo, presentato dal consigliere di Avs Lorenzo Rotellini, riguardante il metanodotto Snam; il secondo, presentato dal consigliere Pd Stefano Albano in una seduta straordinaria totalmente incentrata sul tema, per approfondire la delicata vertenza degli oltre 150 precari della Asl1 che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. 

Da una parte una discussione su un’opera inutile e dannosa per il territorio, che attraverserà le frazioni di San Gregorio, Paganica, Aragno, Collebrincioni ed Arischia. Un’opera da sempre contestata da tutte le forze politiche, compreso Fratelli d’Italia, partito del Sindaco Biondi. Dall’altra un momento di confronto necessario tra maggioranza ed opposizione per assumere qualsiasi iniziativa possibile affinchè vengano salvaguardati 150 posti di lavoro, affinchè venga garantito un futuro senza incertezze a lavoratrici e lavoratori che per anni hanno garantito, tra mille difficoltà, servizi fondamentali all’interno della Asl1. 

In entrambi i casi Pierluigi Biondi ha preferito non presenziare durante i lavori del consiglio, nonostante si trattasse di tematiche più che mai urgenti da affrontare e con ricadute importanti sul territorio. Ma, come se non bastasse, Biondi non si è limitato a non venire in consiglio, bensì per ben due volte ha rilasciato un’intervista sulle pagine del quotidiano Il Centro, quasi vantandosi della sua scelta di disertare le discussioni, delegando le risposte che gran parte della cittadinanza aspettava arrivassero da lui e rilasciando brevi e superficiali dichiarazioni di facciata, quasi a voler mettere a tacere ogni polemica e far credere che vada tutto bene. 

Un atteggiamento inaccettabile da parte di Biondi che, ricordiamolo, oltre ad essere il Sindaco dell’Aquila è Presidente dell’Anci Abruzzo e Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci. Due ruoli che, a maggior ragione, avrebbero dovuto spingerlo ad intervenire in entrambi i casi: sul metanodotto Snam perchè, da Presidente Anci, deve farsi portavoce di tutti i Comuni abruzzesi e quest’opera ne toccherà – ricordiamolo – ben 19, sui precari della Asl perchè, da Presidente del Comitato Ristretto, riveste il ruolo della massima autorità sanitaria del territorio e dovrebbe essere quindi garante di tutte quelle problematiche che affliggono la Asl1. 

Altrettanto inaccettabili sono poi le dichiarazioni rilasciate in entrambi i casi, che mostrano superficialità, mancanza di studio e rassegnazione. Dire che il metanodotto Snam porterà “benefici diretti ed indiretti per la nostra comunità” senza specificare quali siano e confermare con dati e fatti concreti questa tesi, oppure affermare che sui lavori della Asl “il Comune non ha competenze” quasi a voler sollevare questa istituzione da qualsiasi responsabilità o tentativo di risoluzione di un problema, non può essere accettato. 

Ogni istituzione, ogni rappresentante di un’amministrazione deve, a prescindere dalle posizioni politiche e dalle competenze dirette, esprimersi, agire e dare battaglia nell’interesse della comunità che rappresenta, avendo la capacità di prendere posizioni concrete, anche in controtendenza con il partito di cui espressione, ma che siano coerenti con il territorio governato, che facciano gli interessi della cittadinanza e non di chi, da ruoli di potere più alti, pretende di scegliere il futuro di un comune o di una regione. 

Biondi è proprio questo che dovrebbe capire, smettendola una volta per tutte di nascondersi dietro le pagine di un quotidiano, comprendendo quelle che sono le sue responsabilità, facendosene finalmente carico e tornando a rivestire il prezioso ruolo che migliaia di cittadine e cittadini gli hanno assegnato: quello di Sindaco.